L’economia greca nel 2017

L’economia greca, dopo aver raggiunto alti tassi di crescita fino al 2008, ha mostrato segni di recessione nel 2009 a seguito della crisi finanziaria globale, e dal 2010 in poi la recessione si è intensificata considerevolmente a causa di squilibri di bilancio del paese. La necessità di consolidamento ha portato il paese ad intraprendere un meccanismo trilaterale di sostegno finanziario che comprende l’UE, il FMI e la BCE.

La politica restrittiva e la drastica limitazione delle spese pubbliche negli ultimi cinque anni hanno avuto un impatto negativo sulla crescita del PIL, in calo del 5,4% nel 2010, del 8,9% nel 2011, del 6,6% nel 2012 e del 3,9% nel 2013. solo durante il 2014 l’economia greca è tornata a tassi di crescita positivi del 0,8%, che continuano ancora oggi.

Il deficit pubblico è sceso dal 15,3% del 2009 al 11,1% nel 2010, 10,2% nel 2011, 8,7% nel 2012, mentre nel 2013 è aumentato del 12,3%. Nel 2014, il deficit pubblico è diminuito in modo significativo fino a raggiungere il 3,5% del PIL, mentre nel 2013 e nel 2014 è stato raggiunto un avanzo primario.

I principali indicatori economici

Un miglioramento significativo nelle tendenze degli indicatori economici è previsto quest’anno, 2017, attraverso l’accelerazione delle riforme finalizzate allo sviluppo al fine di creare opportunità di investimento più attraenti, ivi compresa la liberalizzazione in un certo numero di mercati, delle procedure di autorizzazione più veloci, una nuova legge sugli investimenti, migliore flessibilità mercato del lavoro e una riduzione del costo dei fattori di produzione.

Tra i principali indicatori economici del paese troviamo PIL, inflazione, indice della

produttività del lavoro, tasso di disoccupazione, esportazioni ed importazioni. Di tutti questi indicatori economici si può trovare riscontro sul sito web del Hellenic Foreign Trade Board: http://hepogreektrade.com/index_ita.html.

La disoccupazione in Grecia, fino al 2008, è stata relativamente bassa, al 7,6%, nella media della zona euro. Nel corso del 2009, la disoccupazione è aumentata a causa della crisi internazionale che ha colpito anche la Grecia e ha raggiunto il 9,6%. Nel 2010 la disoccupazione ha mostrato un ulteriore incremento arrivando al 12,7%, a seguito della politica di bilancio restrittiva a causa della crisi del debito. Nel 2011 è ulteriormente aumentato fino al 17,9% e nel 2012 ha superato il 24%, per arrivare ancora negli anni seguenti al 27,5%. Nel 2014, per la prima volta dall’inizio della crisi, c’è stato un leggero calo della disoccupazione, dato che tuttavia rimane a livelli ancora molto elevati. Grave problema è la disoccupazione tra i giovani, che supera il 50%, uno dei principali dilemmi derivanti dalla crisi economica interna.

Investimenti

Nel corso degli anni passati, la creazione di capitale fisso in Grecia ha raggiunto un valore di 20,7 miliardi di euro, con un incremento del 1,3% rispetto ai livelli del 2013. Questo lieve incremento lo si è avuto a seguito di una serie di diminuzioni significative in virtù della drastica riduzione della spesa pubblica e della politica fiscale sempre più restrittiva.

Nonostante la crisi nazionale del debito pubblico e l’inclusione della Grecia nel meccanismo di sostegno, gli afflussi di investimenti esteri, che riflettono sostanzialmente le prestazioni reali del Paese per attrarre investimenti, sono in calo.

Commercio internazionale

L’esportazione di beni greci nel corso nel 2016 è diminuita del 1,5% rispetto all’anno precedente. Le importazioni invece hanno avuto una leggera salita. L’aumento delle importazioni e la lieve flessione delle esportazioni hanno portato ad un piccolo aumento del deficit commerciale, altro importante dato economico.